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Rendiamo onore a chi si è battuto

10 aprile 2011

Questa lettera è stata spedita da un tifoso arancioneroverde alla Redazione di Vesport all’indomani della sconfitta dell’Unione Venezia a Rovigo: ammirevole.

“Cara redazione,
sono abbonato all’Unione e socio United.
La sconfitta a Rovigo è dura da buttare giù, ma non ci resta altro che digerirla.
Mi pare che la nuova proprietà, invece, con la minaccia di provvedimenti punitivi per “dare una lezione” alla squadra “irriconoscente”, non abbia voglia nè tempo di digerire alcunché.
E questo, a parer mio, è cifra di una cultura sportiva che tanto sportiva non è, piuttosto aziendale, dove conta solo vincere, ovvero vendere il prodotto, e tutto il resto viene posto in secondo piano.
C’è stato un tempo in cui lo sport non era vittoria, ma esperienza delle proprie potenzialità e dei propri limiti.
C’è stata, un tempo, una visione dello sport in cui perdere poteva insegnarti qualcosa, in cui rendere onore all’avversario vittorioso poteva essere dignitoso.
Sto parlando di una cultura della sconfitta, ovvero di un modo di vedere le cose diametralmente opposto, non solo alla nuova proprietà, ma a molte componenti del mondo attuale del calcio.
Eppure noi, a Venezia e Mestre, ripartendo dalla serie D dopo aver giocato in A solo pochi anni fa, ritrovando entusiasmo, motivazioni e valori che pensavamo perduti, dovremmo per primi stare vicini ai ragazzi soprattutto in questo momento.
Hanno superato tante prove anche quest’anno: una società in perenne crisi economica, stipendi non pagati, inviti a cercarsi altri lidi, giocare in campetti di provincia.
Eppure ce l’hanno fatta, non hanno mollato, sono arrivati quasi alla meta.
E se sono caduti a pochi metri dal traguardo, ebbene, rendiamo loro onore.

Cristiano Chiusso
educatore e formatore”

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2 commenti leave one →
  1. 13 aprile 2011 8:14 pm

    Sono d’accordo sul fatto che la squadra si è ben comportata e va ringraziata per tutto quello che ha fatto, tenuto conto delle notevoli difficoltà con le quali ha dovuto misurarsi quest’anno. Ci sono giocatori come Collauto e prima di lui Poggi, ed altri, che hanno dimostrato abnegazione giocando con passione nelle serie inferiori per continuare ad onorare i colori sociali. E che hanno dato un esempio ai giovani. Se il Venezia oggi esiste ancora è anche se non soprattutto merito loro. E poi c’è stato l’aiuto del Comune di Venezia, che ha sostenuto la società dopo l’infelice parentesi della dirigenza Poletti. I valori sportivi vanno sicuramente recepiti, salvaguardati e vissuti con convinzione. Questo è fondamentale. Deve però farsi strada al contempo anche ambizione, purchè sana, e voglia non solo di lottare ma anche di vincere. Fin da adesso. Se questo è quanto promette la nuova dirigenza, come credo, ben venga, e speriamo di vederne presto i risultati.

  2. 11 febbraio 2015 5:27 pm

    Great, thanks for sharing this blog.Much thanks again. Fantastic.

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