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Venezia – Montichiari 1-1

28 ottobre 2009

Marcatori: 16′ st Collauto, 26′ st Ferrari

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Esultanza dei giocatori veneziani dopo il vantaggio di Collauto

Campionato Serie D 2009/2010

10a giornata, girone C

Mercoledì 28 ottobre 2009, ore 14:30

Stadio Pier Luigi Penzo, Venezia

Arbitro: sig. Massimiliano Pancaldo Trafirò di Barcellona Pozzo di Gotto

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VENEZIA (4-4-2): Lotti; Gargano (37′ st Modolo), Bivi, Vianello, Cardin; Collauto, Segato, Di Prisco (26′ st Nichele), Tessaro; Volpato (13′ st Ragusa), Corazza.

A disposizione: Cavarzan, Rigoni, Benedetti, Molin.

All.: Paolo Favaretto.

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MONTICHIARI (4-3-3): Brignoli; Verdi, Caruso, Zaffagnini, Guatta; Muchetti, Selvatico, Fusari (30′ st Quaresmini); Saleri (39′ st Filiciotto), Ferrari, Cremona (20′ st Bertazzoli).

A disposizione: Gambardella, Negrello, Baresi, Girardi.

All.: Mauro Rosin (Renzo Gobbo squalificato).

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Note: spettatori 1700 circa, curva nord ospiti completamente vuota; ammoniti: Vianello; Cremona; recupero: 1′ pt; 4′ st.

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VENEZIA – Per la terza partita consecutiva l’Unione non riesce a vincere. Il Venezia, che non è sceso in campo con la nuova divisa ma ancora con quella bianca di questo inizio stagione, gioca più e meglio degli avversari nel primo tempo sfiorando più volte la rete. Nella ripresa gli arancioneroverdi esauriscono la loro carica in un quarto d’ora, momento culmine in cui trovano il vantaggio con un gran goal da fuori area del capitano Collauto. Poi il Venezia cala vistosamente lasciando spazio alla manovra del Montichiari, che già in dieci minuti pareggia e fa poi provare qualche brivido al pubblico (in buona presenza per essere un mercoledì pomeriggio) nel finale.

Un buon numero di appassionati ha voluto seguire il Venezia anche di mercoledì pomeriggio con tribuna e distinti riempiti quasi come alla domenica. L’annunciata sorpresa che i tifosi avrebbero dovuto notare all’ingresso in campo delle squadre non è avvenuta: pur essendo state presentate, le nuove divise non sono state indossate nemmeno in questa gara, quando siamo ormai giunti alla decima di campionato. Ci ha pensato Mattia Collauto a colorare un pò la divisa bianca provvisoria indossando una vistosa fascia da capitano arancioverde. Favaretto sciogle i dubbi puntando sull’esperto Lotti in porta e l’evidentemente acciaccato Modolo (vistosa medicazione sul sopracciglio), pur portato in panchina, lascia il posto a Gargano nell’undici titolare. A centro della difesa sono confermati Bivi e Vianello, mentre a sinistra torna a giocare Cardin. Il centrocampo è quello annunciato con Collauto e Tessaro sugli esterni e Segato e Di Prisco in mediana; a far coppia con Corazza in attacco, infine, il tecnico veneziano mette ancora una volta Volpato.

Inizia la gara e si nota fin da subito che i rossoblu del Montichiari (l’anno scorso in C2) hanno tutta l’intenzione di rendere la gara difficile all’Unione. Dopo qualche timido fraseggio inconcluso del centrocampo veneziano, i bresciani prendono in mano le rendini del gioco per i primi dieci minuti, andando anche alla conclusione da fuori area con Selvatico, ma Lotti blocca accovacciandosi senza problemi. Dopo il tepore iniziale il Venezia si sveglia e fa sua tutta le restante parte del primo tempo, apportanto diversi pericoli alla porta difesa da Brignoli. Si inizia con un cross a mezza altezza dalla destra di Collauto che, mancato da Volpato, imbecca Tessaro libero sul secondo palo: il numero 10 veneziano non è un mancino e si vede, lo stop non è imbeccabile e subisce il ritorno di un difensore, il quale commette forse pure fallo sull’esterno arancioneroverde, che comunque rimane in piedi e scarica dietro per Di Prisco, ma la sua staffilata dal limite dell’area termina in curva sud. La manovra del Venezia prosegue lenta e senza trovare grandi sbocchi tra le maglie avversarie, ma le azioni da gol, di tanto in tanto, comunque arrivano. Così dopo una bella combinazione tra Tessaro e Cardin sulla sinistra, il terzino riesce a saltare il diretto marcatore con un bel dribbling e crossare sul secondo palo, dove Volpato manda fuori di testa di pochissimo. Verso metà della prima frazione il Venezia va di nuovo alla conclusione con Corazza, che gira di testa un cross ma trova pronta la presa del portiere ospite. Da ricordare anche una bellissima ripartenza dalla difesa iniziata da Collauto sulla destra che serve in fascia Volpato il quale di tacco prolunga per Corazza, che ancora di tacco e per giunta al volo torna la palla al numero 9 in profondità, che viene però chiuso dalla difesa del Montichiari. Poco dopo la mezz’ora Volpato riceve un rifornimento da Di Prisco sulla trequarti, si gira bene saltando un avversario e s’invola verso la porta, ma viene steso sulla linea dell’area. Per l’arbitro è punizione che Collauto si appresta a battere dalla sua posizione più congeniale (centro-sinistra), ma nonostante l’accompagnamento del pubblico, il tiro si spegne alto un metro dall’incrocio dei pali. Si va quindi al riposo con un Venezia che non ha saputo mettere dentro nessuna delle quattro principali palle gol e con un Montichiari praticamente non pervenuto dalle parti di Lotti. Purtroppo la ripresa ha un altro copione, o meglio non tutta la ripresa, perchè nel primo quarto d’ora i giocatori veneziani danno tutto per arrivare al goal. Vantaggio che viene sfiorato dopo solo due minuti: Gargano batte una rimessa sull’out destro d’attacco, Collauto gli ritorna la palla con una sponda e il terzino napoletano crossa bene al centro per Volpato, la cui torre serve precisa Corazza nell’area piccola all’altezza del primo palo, ma il suo diagonale al volo di collo pieno esce di niente sul lato opposto. Dopo un corner del Montichiari che genera una pericolosa mischia a centro area ottimamente sbrogliata da Di Prisco, Favaretto decide di sostituire Volpato con il pari ruolo Ragusa. L’attaccante argentino si fa vedere subito raccogliendo una respinta della difesa fuori area e girando di sinistro verso la porta, ma Brignoli para. Ci prova anche Tessaro, con una semirovesciata al volo su lancio di Gargano dalla destra, ma la magia contro la Virtus non si ripete e la palla esce larga sul secondo palo. Poi un lampo degli ospiti, con Verdi che sventaglia dalla trequarti di destra e trova libero in area dal lato opposto Fusari, il cui colpo di testa colpisce la parte alta della traversa. Ma la spinta dell’Unione è in questo frangente irrefrenabile per il Montichiari, Di Prisco in mediana è un vero lottatore e quand’anche i bresciani si trovino in possesso di palla, il mediano veneziano è bravo a recuperare la sfera già nel cerchio di centrocampo e far ripartire l’azione (prevalentemente a destra, visto che Tessaro tende ad accentrarsi invece di giocare largo a sinistra, non essendo mancino ed essendo di ruolo centrocampista centrale).

Al quarto d’ora della ripresa gli sforzi del Venezia sono premiati con un bellissimo goal, dopo che un’azione da antologia sembrava essersi conclusa senza esito positivo. L’ottimo Di Prisco prende palla in difesa e verticalizza di sinistro per Tessaro che fa da sponda per Corazza sulla sinistra, il quale cambia gioco con un lancio millimetrico per l’accorrente Ragusa, che entra in area e calcia in porta obbligando Brignoli alla respinta di pugno. Ed ecco che la palla rimbalza fuori area in posizione centrale, Collauto raccoglie, controlla e scarica il destro, un ascensore che si alza sopra il groviglio di maglie dell’area bresciana e si abbassa alle spalle dell’immobile portiere. Il Penzo esplode, il Venezia è in vantaggio e, per come ha giocato finora, sembra in grado di portare in porto la gara. Ma ecco di nuovo, come ad Albignasego, il calo della squadra. Di Prisco si infortunia e deve lasciare il posto a Nichele, il centrocampo perde in fase di interdizione e lascia l’iniziativa agli avversari. E questi ci mettono solo dieci minuti per pareggiare: il nuovo entrato Bertazzoli si accentra da destra, tocca di esterno in area per Ferrari che, in mezza veronica, salta Bivi e Gargano e di sinistro trafigge Lotti da due passi. Il colpo è forte per l’Unione che non riesce a reagire e neppure il tifo riesce a farsi più caldo: Ferrari, che si è dimostrato un ottimo attaccante, scende sulla sinistra e tocca rasoterra al centro per Bertazzoli, che a due passi dalla porta viene bloccato prodigiosamente dall’intervento in tackle di Cardin (buona la sua gara). L’impasse del Venezia è ben visibile anche qualche minuto più tardi, quando addirittura da un rinvio di Brignoli il Montichiari rischia di raddoppiare: il campanile del portiere è mal respinto di testa da Bivi, la palla viene raccolta a destra dai rossoblu che effettuano un cross sul secondo palo dove Ferrari è liberto di tirare, ma il suo colpo di testa viene bloccato dall’attento Lotti. Nel finale il Venezia tira fuori l’ultima carica e sfiora due volte la rete della possibile vittoria. Prima Segato scodella da sinistra per Collauto che al volo da dentro l’area calcia di piatto potente ma di qualche centimetro sopra la traversa; infine è lo stesso capitano a battere una punizione da sinistra verso il centro area, Nichele spizza di testa e la sfera sorvola ancora di poco il montante. Dopo quattro minuti di recupero l’arbitro fischia la fine dell’incontro, il Venezia porta a casa un punto quando poteva guadagnarne il triplo, ma la competitività del Montichiari e la non perfetta forma fisica dei ragazzi di Favaretto dopo una preparazione accellerata ci dicono di non preoccuparci. L’Unione è comunque sempre li che gioca. E il vero tifo è quello che da sempre tutto e non chiede mai niente (cit. tifosi Colon Santa Fé “Tu hinchada siempre da todo y no espera nada”).

ve-montichiari-azi

Un tentativo di testa di Corazza

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9 commenti leave one →
  1. Edoardo (da Milano) permalink
    28 ottobre 2009 11:16 am

    Duri i banchi. Bala e tera, assassin (diseva l’indimenticabile tecnico Girani, qualche ventennio fa), volendo invitare tutti a evitare i grandi passaggi alti, validi solo per attaccanti non solo alti, ma anche di solida costituzione. Forssa Venessia.

  2. GUIDO DE ALEXANDRIS permalink
    28 ottobre 2009 10:24 pm

    CHE TRISTEZZA!!! DOPO L’ONTA DELLA SERIE D, ANCHE IN QUESTA INFIMA CATEGORIA I RISULTATI SONO PESSIMI!!! AD ALBIGNASEGO ANCHE ESSER DERISI DAI PADOVANI CHE SONO ACCORSI A TIFARE CONTRO…. CHIOGGIA-VENEZIA 3-0; VENEZIA-ESTE 1-1; ALBIGNASEGO-VENEZIA 2-1; VENEZIA-MONTICHIARI 1-1….. AVANTI DI QUESTO PASSO DOVE SI VA A FINIRE? QUANTI CAMPANELLI D’ALLARME DEVONO SQUILLARE PER CAPIRE CHE…..? (SE VOGLIAMO COMUNQUE ANDARE A MONTE DEL PROBLEMA…. GRAZIE A COSTA, GALAN E MARCHI CHE HANNO FATTO SCAPPARE ZAMPARINI!!! GUARDATE IL PALERMO DOVE E’ ARRIVATO!!)

  3. Lorenzo permalink
    29 ottobre 2009 9:36 pm

    guardate il palermo dove è arrivato: a prendere la rumba dall’Inter ! Ma per cortesia !

  4. GUIDO DE ALEXANDRIS permalink
    29 ottobre 2009 11:03 pm

    per cortesia!!….. l’Inter é l’Albignasego?

  5. Lorenzo permalink
    30 ottobre 2009 10:12 pm

    No, ma nemmeno Corazza e Volpato sono Eto’o e Milito. Quindi fatela finita di rimpiangere quel bastardo di zamparini. La nostra realtà, ora come ora è questa !

  6. 31 ottobre 2009 1:12 am

    di sicuro dobbiamo essere grati a zamparini peraverci fatto vivere quel indimenticabile biennio 1997-98 e 1998-99… due anni fantastici… poi ovviamente se il venezia ha avuto negli anni successivi un declino di certo zampa non può sottrarsi da colpe…
    con lui ora dobbiamo vivere di soli ricordi… quel che conta è il presente e non guardare dove potremmo essere arrivati se c’era ancora zamparini… bisogna guardare sempre avanti e positivamente… le società e i pesidenti possono cambiare, ma la fede e il tifo rimane…

  7. GUIDO DE ALEXANDRIS permalink
    31 ottobre 2009 9:14 am

    Non si tratta di rimpiangere Zamparini ma di capire che:
    – razza di politici ed amministratori che abbiamo (vedi i nomi riportati sopra ai quali personalmente non darò mai il voto e non solo…);
    – siamo in coda alla classifica tra i capoluoghi di regione in quanto ad avere uno stadio nuovo, capiente e raggiungibile in tempi brevi (con tutto rispetto per l’amatissimo Penzo).
    – la realtà nuda e cruda è che siamo in Serie D….ed il piatto piange anche in questi bassifondi…. mentre Padova e Cittadella sono in Serie B… Portogruaro sta andando alla grande in C1… etc etc etc

  8. roberto permalink
    31 ottobre 2009 2:04 pm

    Senza uno stadio nuovo ed i terraferma, la serie D sara’ una costante anche per i prossimi anni.

  9. GUIDO DE ALEXANDRIS permalink
    31 ottobre 2009 7:06 pm

    esatto! senza uno stadio degno di questo nome ed ovviamente in terraferma i tempi grami saranno…. eterni… per questo possiamo ringraziare sopratutto Galan, Marchi e Costa….

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