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Chioggia – Venezia 3-0

14 ottobre 2009

Marcatori: 25′ st Caraceni, 36′ st Nodari, 41′ st Nodari (rig.)

Un'azione di gioco che vede impegnati i due centrali difensivi Gargano (in primo piano) e Nichele (sullo sfondo)

Un'azione di gioco che vede impegnati i due centrali difensivi Gargano (in primo piano) e Nichele (sullo sfondo)

Coppa Italia Serie D

32esimi di finale

Stadio Aldo e Dino Ballarin, Chioggia

Domenica 14 ottobre 2009, ore 15

Arbitro: sig. Alessandro Caso di Verona

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CHIOGGIA (4-4-2): Tiozzo; Varisco, Ballarin Alb., Borriero, Boscolo Berto; Regolini, Romero (13′ st De Capua), Stocco, Zanon (17′ st Caraceni); Gambino,  Nodari.

A disposizione: Boscolo, Vianello D., Duse, Rizzi.

All.: Alessandro Renica.

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VENEZIA (4-4-2): Cavarzan; Rigoni, Gargano, Nichele (8′ st Vianello), Cardin; Faggian (32′ st Malagò), Tessaro, Di Prisco (12′ st Segato), Molin; Volpato, Ragusa.

A disposizione: Lotti, Bigoni, Casagrande, Modolo.

All.: Paolo Favaretto.
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Note: spettatori 600 circa; ammoniti: Gambino, Regolini, Romero; Gargano; espulsi; 40′ st Rigoni per fallo da ultimo uomo; recupero: 1′ pt, 4′ st.

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CHIOGGIA – Il Venezia è fuori dalla Coppa Italia. L’Unione ritrova la sconfitta dopo oltre un mese, e sorprendentemente per come si è svolto e concluso (a reti bianche) il primo tempo. Dopo metà ripresa il Chioggia passa in vantaggio e i cambi di Favaretto non riescono a raddrizzare la gara, tanto che i granata raddoppiano dopo nemmeno un quarto d’ora dal vantaggio. Nel finale Rigoni provoca il rigore del terzo gol con un fallo da ultimo uomo e conseguente espulsione del giocatore arancioneroverde.

Il mercoledì pomeriggio e il notevole abbassamento delle temperature degli ultimi giorni non hanno favorito l’afflusso di spettatori al Ballarin per questo 14 derby tra Chioggia e Venezia: circa 600 persone sugli spalti contro il migliaio registrato nelle stesse condizioni due anni fa. Le due formazioni si sono presentate in campo schierando i giocatori finora meno utilizzati: in particolare Favaretto lancia dal primo minuto Faggian l’attaccante come esterno destro di centrocampo, mentre sull’altra fascia ecco Molin, che trova così continuità dopo il buon spezzone di gara contro l’Este. L’allenatore del Venezia riporta Nichele sulla linea di difesa a far coppia con Gargano al centro, mentre sugli esterni viene provato Rigoni a destra e ritrovato Cardin a sinistra. Nessuna novità invece per la regia, affidata a Di Prisco, a cui viene affiancato Tessaro; in attacco la coppia di prime punte Volpato e Ragusa.

Veniamo alla gara: si parte con una buona occasione per il Venezia al 5′, quando Ragusa calcia di destro da fuori area ma il portiere avversario Tiozzo blocca. Al quarto d’ora ci prova anche l’esordiente Faggian con un tentativo da dentro l’area che però viene parato in presa dal portiere avversario. La prima risposta del Chioggia è un tiro di Gambino da dentro l’area che Cavarzan para sicuro. Alla mezz’ora cross di Cardin e colpo di testa di Raguso che esce sul secondo palo preoccupando l’immobile Tiozzi.

La ripresa si apre con un’occasione del Chioggia dopo pochi minuti, ma il portiere arancioneroverde Cavarzan è bravo a tuffarsi e parare la conclusione ravvicinata. Nei primissimi minuti della ripresa Favaretto concede riposo a Nichele e Di Prisco, facendo fare loro staffetta con rispettivamente Vianello e Segato. La gara prosegue senza sussulti finché anche l’allenatore del Chioggia Renica non effettua due cambi decisivi sull’andamento della partita, inserendo De Capua e Caraceni. Ed ecco che al 25esimo quest’ultimo porta in vantaggio i granata con un tiro in mischia dopo un calcio d’angolo ribattuto in area. Poco più di dieci minuti e il nuovo entrato De Capua pennella un punizione in area che il centravanti Nodari devia in rete di testa. A questo punto Favaretto prova ad inserire l’unica carta offensiva di cui disponeva in panchina, sostituendo Faggian con il mancino Malagò, il quale assieme a Molin prova a fornire palle utili a Ragusa e soprattutto Volpato, ma gli attaccanti veneziani spesso non vengono raggiunti oppure sono bloccati già fuori area dalla difesa avversaria. Il Venezia prova ad alzare la pressione alla ricerca perlomeno del gol della bandiera ma viene punito in contropiede: Regolini se ne va sulla destra e mette al centro dove Rigoni, in ritardo nella diagonale difensiva, atterra Gambino concedento il rigore e procurandosi un’espulsione. Nodari trasforma il tiro dagli undici metri e chiude di fatto la gara, anche se nel finale Caraceni si rende pericoloso scattando in profondità e tirando davanti a Cavarzan, fortunatamente in maniera debole e intuibile per il numero uno veneziano.

Giovanni Di Prisco è stato per l'occasione il capitano dell'Unione che, dopo la divisa bianca utilizzata in campionato, ha indossato un completo nero: a mancare sono ancora l'arancioverde!

Giovanni Di Prisco è stato per l'occasione il capitano dell'Unione che, dopo la divisa bianca utilizzata in campionato, ha indossato un completo nero: a mancare sono ancora l'arancioverde!


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3 commenti leave one →
  1. Oscar permalink
    14 ottobre 2009 7:36 pm

    Forza, tuti a festegiar soto el gato…

  2. edoardo (da Milan) - ma nato a Venessia (!) permalink
    14 ottobre 2009 7:59 pm

    PASSIENSA. ANDAREMO MEIO IN CAMPIONATO.

  3. roberto permalink
    14 ottobre 2009 8:58 pm

    mejo fora. se concentremo sol campionato

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