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Venezia – Tamai 1-0

11 ottobre 2009

Marcatori: 36′ st Ragusa

Ragusa mette dentro da due passI. è il goal partita!

Ragusa mette dentro da due passi: è il goal partita!

Campionato Serie D 2009/2010

7a giornata, girone C

Domenica 11 ottobre 2009, ore 15

Stadio Pier Luigi Penzo, Venezia

Arbitro: sig. Paolo Pierantoni di Ancona

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VENEZIA (4-3-3): Cavarzan; Bigoni, Bivi, Vianello, Modolo; Collauto, Segato, Di Prisco (30′ st Ragusa), Nichele; Volpato (45′ st Tessaro), Corazza (34′ st Molin).

A disposizione: Lotti, Gargano, Cardin, Rigoni.

All.: Paolo Favaretto.

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TAMAI (4-3-3): Esposito; Giacomini, Visalli, Zanette, Zuliani; Giglio (13′ st Dal Cin), Albanese (45′ st Grop), Paolini; Zanetti, Zambon, Spetic.

A disposizione: Lodolo, Talazzo, Dalla Torre, Nonis, Candotti.

All.: Gianluca Birtig.

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Note: spettatori 2300 circa; ammoniti: Nichele, Spetic; recupero: 2′ pt; 5′ st.

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VENEZIA – Dopo tre larghi successi ecco la vittoria sudata: l’Unione batte i friulani del Tamai a dieci minuti dal termine con una rete del neo entrato Matias Ragusa. L’affermazione del Venezia è arrivata al termine di una gara poco spettacolare dove però i ragazzi guidati da Paolo Favaretto son riusciti a mantenere alta l’attenzione e a conservare la voglia di vincere fino all’ultimo, tanto che nel finale in un paio di occasione i lagunari hanno sfiorato il raddoppio.

Circa un mezzo migliaio di persone in più si sono recate oggi al Penzo per la sfida tra l’Unione Venezia e i biancorossi friulani del Tamai, che prima del fischio d’inzio occupavano la prima posizione in campionato. La gradinata dei distinti era perlopiù piena, anche la tribuna coperta ha registrato una discreta affluenza nella zona centrale, la curva sud presentava la solita occupazione a macchia di leopardo, mentre la curva nord dei tifosi ospiti era totalmente vuota.

Il Venezia di oggi non presentava alcuna differenza con quello di sette giorni fa a Belluno, sia negli undici titolari che nella maglia: l’attesa nuova divisa, infatti, ancora non si è vista, la squadra ha continuato ad indossare l’uniforme totalmente bianca con il solo logo Unione Venezia sul petto. La partita è iniziata con un Tamai aggressivo capace di pressare i giocatori arancioneroverdi già nella loro trequarti: i passaggi dei mediani Di Prisco e Segato risultavano così spesso sbagliati e venivano recuperati dagli avversari biancorossi. E, se nella prima frazione di conclusioni in porta se ne sono viste davvero poco, i friulani sono stati gli unici ad effettuarne nella prima mezzora. Infatti dopo dieci minuti il centravanti degli ospiti Zanetti metteva alto di testa un cross dalla sinistra e pochi minuti dopo un insidioso spiovente dalla stessa fascia è stato ben respinto a due mani da Cavarzan, apparso oggi molto sicuro. Nel primo tempo la marcatura a uomo su Collauto non permetteva al capitano di sfornare cross e assist come suo solito, tanto che Mattia doveva spesso andare sul piede sinistro con conseguente minore efficacia e senza un opportuno accompagnamento sulla fascia sinistra. La regia del gioco lagunare era affidata a Di Prisco, che spesso doveva però indietreggiare sotto pressione avversaria ed appoggiare ai difensori i quali lanciavano lungo per Corazza che faticava a raggiungere palla o a giocare di sponda positivamente per Collauto o Volpato, o verso quest’ultimo, colto un considerevole numero di volte in fuorigioco (alcuni dei quali dubbi, a dire il vero). Ma nel finale del primo tempo il Venezia si rendeva pericoloso due volte: prima in contropiede Nichele scendeva sulla sinistra per poi toccare al centro per Segato, il quale al limite dell’area con lo spazio per tirare preferiva invece scodellare al centro permettendo la respinta della difesa del Tamai, e soprattutto al 40′ quando una verticalizzazione di Segato era ben ricevuta da Corazza spalle alla porta ai 16 metri, ma la sua conclusione in girata veniva strozzata col destro e si perdeva a lato del palo alla sinistra del portiere. Da segnalare anche una semirovesciata di Modolo su cross di Collauto terminata di poco alta, quando però il guardialinee aveva già sbandierato l’ennesimo offside.

La ripresa cominciava con gli stessi effettivi del primo tempo e con lo stesso copione: manovra spezzettata dall’una e dall’altra parte (perché comunque anche gli arancioneroverdi erano bravi in interdizione, specie con Di Prisco) e spettacolo che latitava. Mentre sulla fascia destra Bigoni provava più di una accellerazione, seppur senza esito positivo, Modolo non riusciva a proporsi in avanti a sinistra, permettendo alla difesa friulana di restare piuttosto tranquilla. Dopo pochi minuti il Tamai aveva una buona occasione con Zanetti, che da posizione ravvicinata nella zona sinistra dell’area metteva però largamente fuori con il piatto uno spiovente che proveniva da destra. Nei dieci minuti successivi si susseguivano una serie di fischi arbitrali contrari al Venezia tanto da far imbestialire il pubblico del Penzo con chiassose ingiurie: in occasione di una di queste punizioni Paolini calciava a pallonetto scavalcando la barriera e servendo Zanetti, che a sua volta alzava per battere Cavarzan in uscita, ma la sfera si perdeva fortunatamente oltre la traversa. Dalla metà della ripresa il Venezia aumentava la propria determinazione e, con l’intensità più che con la precisione, alzava il proprio baricentro costringendo il Tamai alla difensiva. Al ventesimo Di Prisco guadagnava un buon calcio di punizione sul centrosinistra dell’attacco, alla battuta si presentava Collauto il cui tiro a giro usciva di un niente a lato dell’incrocio del secondo palo. Grazie alle sue finte e alla crescente stanchezza degli avversari il capitano arancioneroverde riusciva a guadagnare più spesso lo spazio per il cross costringendo il portiere ospite Esposito a qualche uscita spericolata (una anche a vuoto) e la difesa a frettolosi rinvii. Nonostante faticasse a far gioco, l’Unione era ben messa in campo e per questo Favaretto effettuava il primo cambio solo alla mezzora della ripresa: fuori Di Prisco e dentro Ragusa, con Corazza spostato sulla sinistra e Nichele a far il centro mediano metodista davanti alla difesa. Ma qualche minuto dopo la volontà dei veneziani rischiava di essere vanificata da un lampo di Zanetti, che recuperava un appoggio sbagliato degli arancioneroverdi e da sinistra calciava verso la porta di Cavarzan cogliendo in pieno la traversa. Grande spavento ma niente più, il Venezia riprendeva ad attaccare. La freschezza di Ragusa permetteva all’attaccante argentino di arrivare per primo sui lanci della difesa facendo così salire la squadra. E infatti, dopo neppure dieci minuti dal suo ingresso in campo, Ragusa appoggiava per Collauto a destra, il quale ubriacava il suo diretto avversario con una serie di finte fino a guadagnarsi lo spazio per il traversone poi ribattuto dalla difesa; sulla palla si avventava quindi Nichele che dalla medesima fascia crossava nuovamente verso il dischetto dell’area friulana, dove Volpato era abile a prolungare di testa sul secondo palo per il numero 18 che di sinistro fulminava sul suo palo il portiere avversario. Grande esultanza di Ragusa sotto la tribuna, ma grande entusiasmo di tutto il Penzo i cui cori e bandiere si innalzavano sempre più. Sull’onda dell’euforia il Venezia attaccava ancora da destra dove Collauto scodellava verso il secondo palo, ma il colpo di testa di Ragusa questa volta era fuori. Poi Favaretto inseriva Molin in luogo di Corazza, schierando il neo entrato sempre a sinistra. Un ultimo brivido i tifosi arancioneroverdi lo provavano quando la respinta di un cross di Collauto si trasformava in un rapido contropiede dei biancorossi, con la palla dalle retrovie che scavalcava Bigoni permettendo a Zanetti di involarsi verso Cavarzan, il quale usciva in maniera composta senza tuffarsi di fronte all’attaccante e vedendo così il diagonale di questi spegnersi fuori alla sua sinistra.

L’innesto di Molin negli ultimi minuti contribuiva però a mantenere ben occupata la retroguardia ospite: allo scadere il giovane veneziano se ne andava in contropiede e provava il dribbling sull’ultimo uomo, superandolo e venendo atterrato, ma l’arbitro considerava il tentativo di saltare l’avversario come un passaggio per Volpato fischiando così ancora una volta il fuorigioco. Ma lo stesso Molin era bravo qualche minuto dopo ad andarsene sulla sinistra e dribblare a rientrare sul lato corto dell’area, per poi scaricare su Segato, la cui staffilata violentissima usciva di poco alla sinistra di Esposito. Nel finale lo stanco Volpato, utilissimo nelle ultime fasi della gara a mantenere palla lontano dalla propria porta, veniva sostituito da Tessaro, ma l’autore di uno dei gol più spettacolari dell’Unione in questa stagione non aveva bisogno di mettersi in luce, perché di li a poco l’arbitro fischiava la fine: Venezia batte Tamai 1-0, il campionato riprende con la sfida di domenica prossima contro l’Este secondo in classifica, sempre al Penzo.

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6 commenti leave one →
  1. roberto permalink
    9 ottobre 2009 8:12 pm

    SHINGO TAMAI !!!

  2. Oscar permalink
    9 ottobre 2009 9:56 pm

    Speriamo che al Tamai non siano abituati a giocare col Super Tele come Shingo…. palloni ovali!

  3. Adriano da Ancona permalink
    11 ottobre 2009 6:02 pm

    graandeee venessia….. abbattuto anke il tamai…. sotto a ki tokka non ce fema più nissuni…
    alla prox

  4. edoardo (da Milan) permalink
    12 ottobre 2009 12:07 pm

    Bravissimo Venezia. I miei complimenti ai giocatori, vecchi e nuovi, al tecnico (no me piase ciamarlo mister, visto che nol ze inglese !) Favaretto, a Andrea Seno. E, perchè no, a quelle generose persone che sono riuscite a mettere insieme una squadra nel giro di pochi giorni (con tanti saluti a quel “magnate anglo iraniano” che nol gaveva gnanca i schei per iscriver la squadra !).
    Ciao a tuti, Edoardo

  5. Fedor permalink
    12 ottobre 2009 6:17 pm

    Another win!

  6. roberto sogaro permalink
    13 ottobre 2009 2:26 pm

    Grazie per tenere documentati i tifosi sempre in modo adeguato e puntuale, Purtroppo, vivendo fuori regione,come molti tifosi, mi è impossibile seguire la squadra. Vorrei sapere se qualche emittente radiofonica, collegabile con internet, trasmetta la radiocronaca delle partite dell’fbc Unione Venezia. Se ciò non esistesse perchè non suggerirlo alla società ? Basterebbe trovare una emittente radiofonica, anche piccola, ed uno sponsor che, nel finanziare i collegamenti, fa pubblicità ai suoi prodotti. Ne guadagnerebbero tutti : l’emittente radiofonica e lo sponsor, più conosciuti, si affermerebbero ulteriormente nel mercato. Ne guadagnerebbero anche la società ed i tifosi perchè si implementerebbe il rapporto di fidelizzazione ed il crescente entusiasmo . Come conseguenza ciò potrebbe portare l’arrivo di altri sponsors. Perchè non pensarci ?

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