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Calcio e libri: “La trasferta” di Stefano Faccendini

16 giugno 2009

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È disponibile o ordinabile nelle librerie il romanzo “La trasferta” di Stefano Faccendini, 2009, Edizioni Clandestine, costo Euro 10. Il libro racconta in pochi  giorni, dalla vigilia all’epilogo di una gara in trasferta, le vicissitudini che fanno incontrare diversi personaggi a loro modo diversamente legati al mondo del calcio. In apertura la presentazione dei protagonisti (un giovane tifoso e il padre prefetto, un altro tifoso più datato, un capo curva e un rappresentate delle forze dell’ordine) narra le esperienze pregresse degli stessi, esperienze che a tratti si sono incontrate in maniera più o meno diretta, nello stadio come al di fuori, il giorno della partita come durante la settimana. Il fatto centrale della storia, la settimana che si conclude con la trasferta, è man mano contestualizzata nel suo svolgersi grazie alle descrizioni dei diversi ambienti in cui il calcio viene vissuto e concepito (la città, la curva, la prefettura, la sala delle decisioni) e a quelle dei rapporti che legano i diversi personaggi alla partita: sentimentali, lavorativi, decisionali e di successo personale. Il narratore fa parlare i propri personaggi con un linguaggio formale e soprattutto li fa pensare, per rendere chiaro al lettore i loro diversi modi di intendere il mondo del pallone. Due mondi privi di contatto e dalle visioni del calcio totalmente opposte come quella del tifoso e del prefetto (che deve decidere per l’apertura o meno del settore ospiti in occasione della trasferta) vengono qui congiunti nelle figure di figlio e padre, una parentela paradossale, ma per questo esplicativa di come solo tramite un improbabile legame familiare si possa arrivare al dialogo tra due componenti sociali (i tifosi e le autorità) così distanti. Ma viene raccontato anche come altri due soggetti apparentemente lontante, un capo poliziotto e un capo curva, possano invece trovarsi a stretto contatto e sorprendentemente in maniera amichevole, quando di affari si tratta. Un evento quale la partita della squadra racchiude dunque anche un retroscena di esperienze, contatti, affari, interessi e comodi conosciuti solo da chi vi è coinvolto, oppure da chi, volenteroso, vuole e tenta di aprire gli occhi ribellandosi all’andamento delle cose, per  mantenere bello il proprio recarsi allo stadio e non infangare la figura di chi con il cuore in mano lo fa. In conclusione il libro appare come un romanzo dal punto di vista letterario semplice e snello, capace di fare di una settimana il tempo di una trama; un racconto, insomma, che potrà probabilmente suscitare diversi spunti di riflessione sia per chi lo stadio lo frequenta spesso sia per chi non ci va. E in quest’ultimo caso, sentire una voce diversa da quelle troppo spesso udite alla televisioni o lette sui soliti pochi noti quotidiani, mai male non fa.

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