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Spal – Venezia 3-1

5 aprile 2009

Marcatori: 3′ pt Momentè, 10′ pt Lorenzi, 43′ pt Arma, 44′ pt Cazzamalli

Mion para il rigore (foto Mosca)

Mion para il rigore (foto Mosca)

Campionato Lega Pro Prima Divisione 2008/09

28a giornata, girone A

Stadio Paolo Mazza, Ferrara

domenica 5 aprile 2009, ore 15:00

Arbitro: sig. Simone Di Francesco di Teramo

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SPAL (4-4-2): Capecchi; Ghetti, Zamboni, Lorenzi, Cabeccia; Rossi, Cazzamalli (29′ st Castellazzi), Schiavon, Bracaletti (16′ st Cazzola); Moro (23′ st Agodirin), Arma.

A disposizione: Careri, Takacs, Cortellini, Cortesi.

All.: Aldo Dolcetti

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VENEZIA (4-3-1-2): Lotti; Semenzato, Mandorlini, Gardella (1′ st Lebran), Lanzara; Drascek, Cardinale, (17′ st Tricoli) Collauto (42′ pt Mion); Ruffini; Poggi, Momentè.

A disposizione: Anderson, Bono, Morelli, Malatesta.

All.: Michele Serena

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Note: spettatori 2556, 173 da Venezia; ammoniti: Cabeccia; Collauto, Cardinale, Lanzara; espulso Lotti al 42′ pt; recupero: 2′ pt; 3′ st.

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FERRARA – Il Venezia perde a Ferrara come dai più pronosticato, nonstante una buona gara disputata al Mazza. Gli arancioneroverdi sono abili a portarsi in vantaggio con Momentè al terzo minuto, ma poco dopo vengono agguantati da un gol del difensore spallino Lorenzi. L’episiodio chiave è a fine della prima frazione, quando Lotti atterra Arma in area e viene espulso. Il rigore, calciato dallo stesso attaccante ferrarese, viene parato dal debuttante Mion, ma sulla ribattuta Arma segna il vantaggio dei padroni di casa. Passa poco più di un minuto e lo smacco psicologico manda in bambola il Venezia, che subisce l’ultima rete ad opera di Cazzamalli. Il secondo tempo mostra un’Unione volenterosa, che riesce a non subire più di troppo la Spal seppur l’inferiorità numerica, ma non riesce neppure a ridurre lo svantaggio. Fortunatamente la Samb perde in casa e il Venezia può guardare con ottimismo alle ultime sette gare da qui alla fine del campionato regolamentare.

La partita non era delle più facili, le possibilità per guadagnare punti sulla Samb c’erano e ci sono, la sconfitta di Ferrara certamente non le preclude. Il Venezia al Mazza ha vinto una sola volta nella sua storia e oggi il colpaccio non è riuscito. Ma l’Unione la sua prova di orgoglio l’ha data e questo fa ben sperare per il futuro prossimo, a partire dal doppio impegno casalingo contro Pergocrema e Legnano.

Eppure la giornata era iniziata bene: l’undici schierato da Serena con l’ormai consueto rombo a centrocampo si era presentato in campo pimpante e all’iniziale possesso palla degli avversari rispondeva con un buon pressing. Ed era proprio un azione di disturbo di Momentè che permetteva all’attaccante arancioneroverde di recuperare palla sulla linea di metà campo ed involarsi verso la porta spallina, saltare in velocità i due centrali avversari e trafiggere con il sinistro Capecchi da posizione ravvicinata . Al terzo minuto il risultato era già cambiato: Spal 0, Venezia 1. La gioia arancioneroverde era però presto smorzata dai biancocelesti, che non si scomponevano troppo per lo svantaggio e iniziavano ad attaccare con veemenza la porta di Lotti. A provarci era quindi Bracaletti, con un sinistro fuori di poco. Nell’attacco spallino giocava anche un certo Marco Moro, 65 partite e 28 gol con la maglia dell’Unione: l’attaccante ceduto per ingrassare i porconi neanche due anni fa decideva di risparmiare la casacca del suo passato calcistico, colpendo il palo poco dopo con un tiro dall’interno dell’area dopo un’incertezza di Cardinale. Ma, appena sette minuti dopo la rete lagunare, era il centrale difensivo Lorenzi a pareggiare i conti con una spaccata dopo spizzicata di Arma sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Il Venezia si risvegliava quindi dal bel sogno e doveva ora fare i conti con un avversario galvanizzato dal pareggio, dall’alto della sua invidiabile posizione di classifica e di uno stadio per gran parte in suo favore, sebbene i quasi duecento supporter lagunari si facessero sentire a gran voce. E l’Unione continuava a chiudere bene in difesa, con una Spal che da parte sua cercava la porta ancora una volta con Moro. Ma a tre minuti dal riposo accadde quella altalena di emozioni prima descritta, conclusasi con il vantaggio spallino dopo che l’esordiente Mion stava per compiere un miracolo alla sua prima apparizione. Il Venezia era ora in dieci e sotto di un gol, neppure il tempo di riorganizzarsi e si ritrovava sotto di due reti, visto che poco dopo il traversone dell’esterno destro Paolo Rossi era trasformato in oro da Cazzamalli con un piattone sinistro sotto porta.

Nell’intervallo Serena pensava quindi che la difficile rimonta doveva partire dal non subire più gol, innanzitutto, e l’inserimento di Lebran (al posto del dolorante Gardella) comportava una buona compattezza nel reparto arretrato. La Spal, in superiorità, non riusciva più a sfondare, ma al Venezia mancavano comunque quei due gol di meno. Così la partita si trascinava con principi di spunti dall’una e dall’altra parte, spunti che si concludevano largamente prima delle conclusioni a rete. A dire il vero i padroni di casa marcavano un’altra rete con Arma, ma il guardialinee sbandierava un ben accetto fuorigioco, e si rendevano ancora pericolosi con un tiro del neo entrato Agodirin nel finale. Il sole splendeva sempre più forte sul terreno del mezzo e l’inferiorità numerica e il gol di svantaggio certo non aiutavano gli arancioneroverdi. Ma l’Unione il suo ce lo aveva messo tutto, dimostrandolo anche nei minuti di recupero quando un volo di Capecchi negava il 49esimo gol in arancioneroverde a Paolino Poggi, la cui punizione era ben indirizzata in porta. Finisce con una sconfitta la trasferta di Ferrara, poco male se si guarda al risultato della Samb, sguardo avanti per sostenere sempre i colori di questa magica squadra, perchè l’impresa che ci potrebbe regalare sarebbe un’emozione fortissima.

Veduta del settore lagunare a Ferrara

Veduta del settore lagunare a Ferrara

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