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I Poletti sparano a zero e a vanvera

24 febbraio 2009

Sulla stampa di oggi una nuova boutade dei due ometti che amministrano la società calcistica di Venezia è stata resa pubblica. Nelle parole, che riportiamo a tratti qui sotto, emerge il solito vittimismo e questa volta il capro espiatorio preferito sembrano essere i giocatori. Nelle dichiarazioni emerge anche come i due individui non abbiano comunque intenzione di uscire totalmente dalla società.

“Adesso il nostro obiettivo è accontentare i tifosi: molleremo perchè non abbiamo più stimoli per continuare la nostra avventura nel Venezia”. Arrigo Poletti, presidente del Venezia con il socio e fratello Ugo, sfoga tutto il proprio malumore per le recenti contestazioni operate nei loro confronti da alcuni tifosi lagunari, e ribatte: “I giocatori avanzano la mensilità di gennaio che sarà liquidata a giorni – dice Poletti in alcune dichiarazioni riportate da Il Gazzettino -. Non hanno nessun motivo di temere: le loro retribuzioni sono garantite. Qui al Venezia ci sono giocatori che si lamentano perchè non hanno puntualmente la brioche e il cappuccino quando in altre società non hanno nemmeno i soldi per la cena. Guardate i giocatori della Pro Patria, sono mesi che non percepiscono lo stipendio e in campo sanno essere protagonisti da veri professionisti. È imbarazzante vedere un team comportarsi così e per giunta per due domeniche consecutive. A Monza e a Busto il Venezia ha sbagliato l’approccio alla partita, ha giocato male e non è riuscito nemmeno a proporre una reazione degna di tale nome. Seno resta il direttore sportivo del Venezia anche perchè ha un contratto proprio di questo genere: posso aggiungere che è anche il direttore sportivo più pagato della categoria. Cuoghi? Non deve essere sempre l’allenatore il dito dietro il quale possono nascondersi i giocatori, ma di sicuro ha le sue responsabilità. Ha fatto altrettanti punti di Serena con una gara in più e con sette giocatori anche di livello acquistati per rafforzare la squadra. Non abbiamo ancora deciso del suo futuro anche se non è certamente lui la colpa di tutti mali. La società? Ci sono due aspiranti soci, uno veneto e uno lombardo, che stiamo cercando di mettere assieme per far entrare in maniera importante in società: a uno di loro due lascerò la carica di presidente. Le trattative sono a buon punto, di certo il comportamento della squadra non aiuta. Ma conto di chiudere in tempi brevi questa operazione”.

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