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Pro Patria – Venezia 3-0

22 febbraio 2009

Marcatori: 24′ pt Correa, 47′ pt Do Prado, 25′ st Music

Conte e Bertotto assistono alla grande parata di Aprea su Mosciaro in apertura di gara (foto Il Gazzettino)

Conte e Bertotto assistono alla grande parata di Aprea su Mosciaro in apertura di gara (foto Il Gazzettino)


Campionato Lega Pro Prima Divisione 2008/09

23a giornata, girone A

Stadio Carlo Speroni, Busto Arsizio – Milano

domenica 22 febbraio 2009, ore 14:30

Arbitro: sig. Roberto Bagalino di Fermo

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PRO PATRIA (4-2-3-1): Anania; Music, Morello (1′ pt Polverini), Pisani (35′ st Migliorini), Barije; Zappacosta (27′ st Cosentini), Cristiano; Melara, Correa, Do Prado; Mosciaro.

A disposizione: Devona, Dalla Bona, Bruccini, Fofana.

All.: Franco Lerda

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VENEZIA (4-3-3): Aprea; Semenzato, Mandorlini, Bertotto, Conte (40′ pt Cuoghi); Drascek, Cardinale, Collauto; Momentè, Laurito (15′ st Ibekwe), Anderson.

A disposizione: Lotti, Gardella, Rebecca, Bono, Ruffini.

All.: Stefano Cuoghi

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Note: spettatori 1200 circa; ammoniti: Correa; Semenzato, Mandorlini, Bertotto, Anderson, Collauto; recupero: 2′ pt; 6′ st.

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BUSTO ARSIZIO, MILANO – Il Venezia cade tre volte sotto i colpi della capolista Pro Patria e torna a casa dalla tourné lombarda con due sconfitte in due partite. I padroni di casa partono forte fin dall’inzio e sbloccano la partita nel primo quarto di gara grazie a Correa. Sullo scadere del primo tempo Do Prado raddoppia su punizione e nel secondo tempo Music fissa il risultato finale con un altro tiro da fuori. Il Venezia si è presentato allo Speroni con due giocatori all’esordio, Cardinale e Conte, il secondo dei quali snaturato nel ruolo di terzino sinistro e già nel primo tempo sostituito dall’allenatore con il figlio Marco Cuoghi. Forse è stata proprio la versione inedita della squadra a far si che il gioco lagunare abbia latitato. Il simultaneo pareggio esterno della Sambenedettese fa salire a cinque punti il divario dalla penultima, distacco che il Venezia tenterà di recuperare nelle undici partite mancanti.

Alla 23esima giornata ecco servita la più pesante sconfitta stagionale, anzi, delle ultime tre stagioni. Gli arancioneroverdi hanno portato visita alla Pro Patria con gli sfavori del pronostico, pronostico che purtroppo è stato rispettato. L’allenatore Stefano Cuoghi sembra non aver gradito molto la formazione scesa in campo a Monza e ha quindi operato una piccola rivoluzione. Drascek è stato improvvisamente rispolverato da titolare, mentre in regia il nuovo acquisto Cardinale è stato preferito a Ruffini e schierato dal primo minuto. Infine Semenzato, sempre titolare per le prime venti partite e poi neppure un minuto nelle ultime due, è ritornato in campo e addirittura nell’undici iniziale, vista la squalifica di Lebran. Nelle fasi pre-partita un fastidio muscolare blocca il terzino sinistro Lanzara, così c’è spazio per l’esordio in arancioneroverde Mattia Conte, preferito a Gardella seppure si trattasse della fascia mancina. A partita terminata, però, tutti questi avvicendamenti danno più l’idea di una squadra alla quale l’allenatore non sa dar forma più che un demerito dei singoli giocatori. Il bel gioco veloce e offensivo visto nelle prime giornate, seppur con risultati poco più positivi, sembra essersi perso settimana dopo settimana senza esser stato rimpiazzato da una altra maniera di giocare, brutta o bella che sia.

La partita di Busto Arsizio ha dato questa impressione fin dalle primissime battute: nei primi otto minuti arrivano due conclusioni dalla distanza di Zappacosta e Melara, che però non impensieriscono Aprea. Ma il portiere napoletano solo due minuti dopo deve già uscire alla disperata per bloccare la conclusione di Mosciaro dal limite dell’area piccola, dopo un’azione e un cross di Barije sulla sinistra. Si batte il conseguente calcio d’angolo e ancora Aprea viene impegnato da un velenoso tiro di Do Prado da fuori area. Poi sale in cattedra Melara, che sulla sua fascia vince spesso i duelli con il diretto avversario Conte: nel giro di cinque minuti il giocatore biancoblu manda prima alto di testa, poi chiama Aprea alla parata con un tiroda fuori. Al 24esimo la Pro Patria raccoglie i frutti degli attacchi precedenti e passa in vantaggio: ancora Melara va in fascia, salta Conte e crossa sul secondo palo dove Correa trova la conclusione al volo e la porta di Aprea. Subita la rete il Venezia non riesce a reagire subito come contro Reggiana e Monza, anzi è un colpo di testa di Barije ad impensierire ancora gli arancioneroverdi, ma per fortuna la palla è di poco alta. Cuoghi non concede sconti all’emozione del giovane Conte, e già a cinque minuti dal riposo lo sostituisce col figlio Marco Cuoghi. A pochi istanti dalla fine del primo tempo il Venezia si fa finalmente vedere in attacco con una punizione guadagnata da Laurito: sulla palla va Cardinale, ma il suo tiro è parato da Anania. L’arbitro Bagalino concede allora due minuti di recupero e nell’ultima azione di gioco la Pro Patria conquista una buona punizione con Mosciaro: alla battuta va Do Prado che tira egregiamente alle spalle di Aprea: 0-2 proprio nel momento in cui i veneziani pensavano di poter recuperare forze e concentrazione nell’intervallo per poi cercare di pareggiare quel goal di svantaggio, rete purtroppo ora raddoppiata.

Il secondo tempo vede il Venezia tornare in campo con gli stessi giocatori, ma la scarsità di gioco che questi avevano dimostrato poc’anzi si prolunga anche nella ripresa. La Pro Patria non rischia molto sul crescente possesso palla del Venezia. Gli arancioneroverdi arrivano alla conclusione verso il decimo della ripresa con Bertotto, ma il suo colpo di testa da azione di calcio d’angolo termina fuori. Ma la spinta lagunare non ha continuità e cambi dalla panchina non ne arrivano. Solo dopo venti minuti Cuoghi inserisce Ibekwe in luogo di Laurito. E a questo punto la partita prende la piega della netta sconfitta che i tifosi veneziani speravano fosse scongiurata da una buona prestazione della loro squadra nella ripresa: al 25esimo Music sale in fascia, scambia con Do Prado e da dentro l’area lascia partire un tiro che non lascia scampo ad Aprea.

Il Venezia è quindi toccato nell’orgoglio e, anche se tardi, prova a reagire. Prima Cuoghi tira con il sinistro di poco fuori da calcio di punizione, poi Collauto, tornato sulla destra dopo la sostituzione di Conte, crossa stupendamente al centro per Momentè, ma il colpo di testa del centrocampista è parato da Anania con i piedi e la palla esce sul fondo sfiorando il palo. A cinque minuti dal termine Anderson batte una punizione sulla sinistra della trequarti, imbecca Drascek sul secondo palo che con una sponda smarca Ibekwe dall’altra parte, tap-in vincente ma l’arbitro non vuol concedere il goal della bandiera a questo povero Venezia e annulla per dubbio fuorigioco.

Al triplice fischio il Venezia perde quindi un altro punto sulla Sambenedettese e rimane sempre più solo all’ultimo posto: motivo in più per stare vicino a questa Unione.

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