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Venezia – Reggiana 1-1

8 febbraio 2009

Marcatori: 37′ pt Maschio, 43′ pt Poggi (rig.)

Paolo Poggi pareggia su rigore (foto Richiardi)

Paolo Poggi pareggia su rigore (foto Richiardi)

Campionato Lega Pro Prima Divisione 2008/09

21a giornata, girone A

Stadio Pierluigi Penzo, Venezia

domenica 8 febbraio 2009, ore 14:30

Arbitro: sig. Marco Guida di Napoli sez. Torre Annunziata

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VENEZIA (4-4-2): Aprea; Lebran, Mandorlini, Bertotto, Lanzara (46′ st Gardella); Collauto, Bono, Ruffini, Anderson (28′ st Ibekwe); Poggi, Laurito (36′ st Momentè).

A disposizione: Lotti, Semenzato, Cuoghi, Drascek.

All.: Stefano Cuoghi

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REGGIANA (3-4-1-2): Tomasig; Stefani, Zini, Mei; Ponzo, Grieco, Maschio, Scantamburlo; Alessi; Ingari (26′ st Dall’Acqua), Martini (43′ st Acosty).

A disposizione: Barraco, Esposito, Bruni, Nardini.

All.: Alessandro Pane

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Note: spettatori 3.500 circa; ammoniti: Anderson, Ruffini; Maschio; recupero: 2′ pt, 5′ st.

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VENEZIA – Gli arancioneroverdi conquistano un meritato pareggio contro la capolista Reggiana. Il Venezia gioca una gara molto determinata e non soffre più di tanto l’avversario, anzi riesce ad impensierirlo in diverse occasioni, oltre che a tenere in mano il pallino del gioco per buona parte della gara. Il vantaggio ospite è propiziato da un mancato rinvio di Lanzara a due passi dalla porta, mentre Paolino Poggi, oggi autore di un’ottima prestazione, trasforma pochi minuti dopo il rigore del pari guadagnato dall’esordiente Laurito.

All’entrata nello stadio già l’atmosfera del Penzo appare più viva del solito, sarà per la buona presenza di pubblico ospite (550 reggiani). L’attesa per la gara è molta, un testa coda di quelli in cui chi sta in coda vuole dimostrare di non meritarselo. E il Venezia nella partita lo ha dimostrato. E lo  ha dimostrato anche negli spalti, perchè quei 550 reggiani dopo i boati iniziali non si son fatti sentire molto.

Cuoghi prova a mettere in discussione i suoi due mesi di difesa a tre passando ad una retroguardia a quattro, con il centrale Lebran spostato sulla corsia di destra e l’aitante Semenzato in panchina. Il centrocampo è pure a quattro, con Bono e Ruffini interni e Collauto e Anderson sugli esterni, il secondo dei quali schierato in posizione molto avanzata, quasi da seconda punta. L’attacco è composto dall’esperta bandiera Paolo Poggi e dal giovanissimo Laureto. L’allenatore della Reggiana Pane, dal canto suo, mantiene quel 3-4-1-2 che finora ha pressoché sempre utilizzato in campionato, con esterno sinistro di centrocampo il grande ex Scantamburlo e in difesa un’altra conoscenza veneziana, Massimiliano Mei.

La partita inizia a ritmi assolutamente blandi, la Reggiana prova a tenere in mano il pallino del gioco ma mostra dei limiti nella manovra. I dieci minuti iniziali trascorrono così senza sussulti, se non per i continui scambi di appellativi tra le tifoserie. Poi esce il sole sul Penzo e la gara sale di tono. Laurito gioca con grande volontà e si muove bene sui palloni, seppure manchi di precisione negli appoggi. Il compagno di reparto Poggi sembra non badare alla sua età e corre fin dall’inizio, fraseggiando bene con Collauto, Anderson e Laurito: Paolino correrà fino al novantesimo.

La Reggiana ha la prima occasione verso il quarto d’ora quando un cross dalla destra viene respinto in tuffo da Aprea sui piedi di Martini, ma il portiere arancioneroverde è poi abile a gettarsi immediatamente sui piedi dell’attaccante e a bloccare la sua conclusione ravvicinata. Qualche minuto dopo ci prova anche Scantamburlo, da fuori area, ma il suo tiro deviato non impensierisce Aprea. La difesa veneziana inizia a prendere le misure sugli attaccanti reggiani e permette alla squadra di non soffrire nella propria metà campo, rendendosi invece più propositiva in avanti. In particolare molte azioni vengono a crearsi con le ripartenze di Anderson sulla fascia sinistra, anche se Collauto non disdegna i fraseggi con Poggi e i cross dalla destra. Laurito viene fermato un paio di volte per dubbi interventi fallosi quando era invece nelle possibilità di far sponda per il tiro di un compagno o concludere egli stesso. Ma le iniziative veneziane cominciano comunque ad arrivare: cross dalla sinistra di Anderson per Poggi che si inserisce sul primo palo e calcia in girata al volo, gesto splendido ma palla fuori. Poi lo stesso Poggi avvia un contropiede dribblando un avversario nel cerchio di centrocampo per poi aprire a sinistra su Anderson, il cui cross è colpito di testa da Laurito, che sovrasta il diretto avversario ma spedisce di poco fuori sul secondo palo.

Il tifo veneziano cresce sempre più e il Venezia da la sensazione di poter mettere sotto la capolista. Gli arancioneroverdi si fanno ancora vedere con due conclusioni di Poggi e Anderson, bloccate entrambi da Tomasig in posizione centrale. Purtroppo, come talvolta avviene nel calcio, nonostante il forcing lagunare sono gli emiliani a colpire a freddo, a dieci minuti dal riposto: dalla sinistra il cross di Scantamburlo coglie Maschio in probabile fuorigioco a centro area, il quale aggancia male ma Lanzara cicca il rinvio, così il centrocampista può insaccare in diagonale dal limite dell’area piccola. Ma gli arancioneroverdi non ci stanno e da come batto il calcio da centrocampo dimostrano di volere subito pareggiare. Sei minuti dopo Laurito riceva palla da Poggi sulla destra e dal fondo converge verso l’area, quando Mei lo stende con il braccio destro: rigore ineccepibile. Paolino Poggi rientra direttamente da bordo campo, dove i sanitari lo stavano aiutando a ristabilirsi e va sul dischetto: rincorsa con rallentamento e sinistro imparabile sull’angolino basso alla destra del portiere. Il pareggio del Venezia è meritato e scatena il seppur scarso pubblico del Penzo, con Laurito che va sotto sia alla curva che ai distinti per chiedere ancora incitamento. La Reggiana, subito il goal, appare concentrata e sbaglia diversi disimpegni, ma il Venezia non sa creare altri grossi pericoli per cui si va al riposo sul risultato di parità.

Alla ripresa le squadre tornano in campo con i medesimi effettivi, così come il copione della gara sembra essere lo stesso: la Reggiana mostra una sterile supremazia nel possesso palla, il Venezia è abilissimo a riconquistare palla e provare i contropiedi sulle fasce. Dopo una decina di minuti gli arancioneroverdi fanno vedere un’azione di bel calcio: rimessa di Collauto che imbecca Poggi sulla destra, uno-due in verticale con Laurito e nuova palla di ritorno di Paolino che con un sombrero serve l’attaccante argentino in area, conclusione e parata di Tomasig sul primo palo. La Reggiana sembra invece non riuscire a trovare la porta di Aprea, complici le ottime prestazioni di Lebran, Mandolini e Bertotto in difesa. Il nervosismo cresce fra gli emiliani, tanto che Maschio falcia da dietro Ruffini in ripartenza, per l’arbitro è solo giallo. Lo stesso Ruffini, anche lui sopra le righe in mezzo al campo, accelera nella metà campo avversaria e viene steso da Ponzo a limite dell’area, l’arbitro fa proseguire per il vantaggio, ma Laurito cade in area e l’arbitro non blocca più il gioco nonostante il vantaggio non si sia concretizzato. Col proseguire del secondo tempo la Reggiana non riesce neppure a mantenere in mano il gioco, mentre il Venezia arrembante spinge con grande foga, anche se spesso manca la rifinitura per arrivare al tiro, così da registrare rimane solo un tiro fuori di Poggi. Coughi prova quindi ad inserire forze fresche in attacco, sostituendo Anderson con Ibekwe e Laurito con Momentè. Nella Reggiana l’inserimento di Dall’Acqua in attacco al posto di Ingardi non crea maggiori apprensioni al Venezia: per gli emiliani c’è da ricordare un cross di Martini che attraversa tutta l’area piccola senza venir deviato, un tiro di testa alzato sopra la traversa da Aprea e un cross dalla destra di Ponzo il cui strano effetto lo fa terminare di poco fuori sul secondo palo. Il cronometro però scorre inesorabile e neppure il Venezia, pur tenendo saldamente in mano la partita, riesce a concretizzare altre occasioni. Nel finale il giovane della Reggiana Acosty, appena entrato, impegna Aprea in una parata in due tempi. Ma non c’è più tempo, onorevole pareggio per l’Unione che stramerita il pareggio contro l’ex capolista, superata in classifca al termine della gara dalla Pro Patria, e che ammutolisce il folto pubblico granata a dispetto della soddisfazione dei fedelissimi tifosi arancioneroverdi.


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