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Venezia – Pro Patria 0-2

5 ottobre 2008

Marcatori: 16′ st Toledo, 48′ st Fofana

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Campionato Lega Pro Prima Divisione 2008-2009

6a giornata, girone A

Stadio Pierluigi Penzo, Venezia

5 ottobre 2008, ore 15:00

Arbitro: sig. Angelo Gianicola di Vasto

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VENEZIA (4-3-1-2): Aprea; Semenzato, Lebran, Galuppo, Anderson; Drascek, Bono, Rebecca (24′ st Ruffini); Collauto (13′ st Ibekwe); Poggi (24′ st Corradi), Malatesta.

A disposizione: Lotti, Tricoli, Gardella, Momentè.

All.: Michele Serena

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PRO PATRIA (4-2-3-1): Anania; Barje, Urbano, Pisani, Music; Cristiano (20′ st Dalla Bona), Zappacosta; Melara (23′ st Bruccini), Correa, Toledo; Fofana (38′ st Mosciaro).

A disposizione: Petr, Polverini, Jelinek, Cammarata.

All.: Franco Lerda

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Note: spettatori 3000 circa; ammoniti: Bono, Galuppo; Fofana, Pisani, Cristiano; espulsi: Galuppo 46′ st; Pisani 46′ st; recupero: 1′ pt, 5′ st.

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VENEZIA – La crudeltà che il calcio a volte dimostra si è oggi abbatuta in toto sul Venezia. I lagunari dominano nettamente il primo tempo creando otto nitide occasioni da rete, tra cui un palo di Poggi, contro appena una della Pro Patria. Nel secondo tempo Serena prova a vincere la gara inserendo un altro attaccante, Ibekwe, ma il Venezia viene punito in contropiede da Toledo. La botta psicologica è fortissima e la squadra è più confusionaria nel creare, anche se riesce a creare altre due occasioni da rete, finchè saltano i nervi a tutti e al novantesimo scoppia una rissa che coinvolge giocatori e panchine e sortisce l’espulsione di un giocatore per parte. Il Venezia viene quindi beffato tre minuti dopo il novantesimo in contropiede e all’ultimo minuto Drascek spara alto da dentro l’area piccola. Risultato finale di 0-2 per i lombardi ovvero prima sconfitta in casa e prima partita della stagione senza neppure una rete all’attivo: tutto troppo pesante e incredibilmente crudele visto l’andamento della gara.

Il Venezia crolla nell’ultima mezz’ora contro la Pro Patria, sempre più dominatrice del campionato con 6 vittorie in altrettante gare. E a dire il vero il Venezia parte a spron battuto e nel primo tempo bussa costantemte dalle parti della porta di Anania. Alla fine dei primi 46 minuti di gioco saranno ben otto le occasioni per i lagunari, nella seguente successione. Già al terzo minuto il buon Drascek tira da fuori area e impegna Anania in presa; attorno al ventesimo è Malatesta a ricevere spalle alla porta e scaricare il tiro dai 16 metri, ma la conclusione viene ancora bloccata dall’estremo lombardo. Dopo un tiro centrale di Toledo bloccato da Aprea arriva la terza e grandissima occasione per il Venezia: Poggi si accentra dalla destra e tocca in area per Malatesta, smarcatosi davanti al portiere, il quale tira centralmente addosso al corpo di quest’ultimo; la sfera rimpalla poi sui piedi di Collauto il cui cross teso e rasoterra viene messo in angolo. Ancora Venezia pericoloso poi su un’incursione di Anderson sulla sinistra che in prossimita dell’area appoggia per Bono, il cui tiro termina deviato tra le braccia del portiere biancazzurro. La quinta occasione è invece un tiro di destro di Paolino Poggi, con un difensore che con la gamba si sostituisce ad Anania apparso in ritardo. Poco dopo la mezz’ora è Drascek a sfiorare la traversa con una botta da fuori area e, dopo un tiro che termina di poco alto di Cristiano, arriva, all’ultimo minuto della prima frazione, la più grande occasione goal della partita. Manovra impostata centralmente da Galuppo che serve Malatesta, il quale si gira sulla trequarti e scarica per Poggi, che entra in area sulla destra, si ferma e a giro col sinistro colpisce il palo, riprovandoci pure sulla ribattuta respinta dall’indaffarato Anania. C’è tempo infine, prima del riposo, per un altra occasione con l’inzuccata di poco alta da parte di Malatesta dalla linea dell’area piccola, dopo un bel cross di Collauto.

Nella ripresa il Venezia scende in campo forse fin troppo convinto di trovare il goal dal momento all’altro, tanto che nei primi minuti non riesce a rendersi pericoloso quanto aveva fatto precedentemente, e per giunta perde un po’ di possesso palla a favore dei lombardi. Convinto di far bottino pieno appare anche Serena, che inserisce il rapido Ibekwe per un Collauto decisamente in calo di forze e brillantezza. Ma, ironia del calcio, al primo tiro in porta la Pro Patria passa in vantaggio: contropiede di Correa che serve un filtrante per Toledo, palla che passa Semenzato e che viene toccata dall’attaccante con l’esterno destro in rete sul palo più lontano da Aprea a terra nel tentativo di uscita.

Il colpo è veramente forte: per un’ora il Penzo aveva visto la propria squadra mettere alle corde i favoriti della vigilia e stava solo aspettando d’esplodere, ed invece era arrivato l’inaspettato svantaggio. La squadra sembra non riprendersi più, il tifo pure non è capace di aumentare l’incitamento, e la Pro Patria gongola palleggiando più di quanto fatto prima. Certo, ci son state tre conclusioni veneziane, ma azioni manovrate poche. Un tiro di Poggi su calcio piazzato diretto, uscito dopo una deviazione, una parata di Anania su punzione di Anderson e un esterno destro a giro di Semenzato che sorvola l’incrocio alla sinistra del portiere biancazzurro. Entrano Ruffini e Corradi per dare maggior dinamismo, ma l’azione rimane confusionaria. Arrivano infatti solo un paio di mischie nell’area della Pro Patria, ma lo scudo dei bustocchi funziona e alla fine passaggi, cross e tiri sono tutti ribattuti. E poi la rabbia per la sconfitta immeritata provoca anche una rissa nei pressi della panchina di Serena, con una miriade di giocatori, allenatori e accompagnatori coinvolti. L’arbitro, per dare un segnale, espelle Pisani per il fallo che aveva causato l’interruzione e Galuppo per compensazione. Si tratta comunque di situazioni, allo scadere, che giovano solo a chi è in vantaggio, ed in vantaggio era la Pro Patria. Non si gioca più ormai anche se il recupero è di 5 minuti: la fretta fa poi sbagliare una punizione in attacco a Bono, che regala palla agli avversari, abili a ripartire velocemente con Fofana il quale, a tu per tu con Lebran, riesce a trovare lo spazio per il tiro e infila nell’angolino a sinistra Aprea. E se questa era una giornata storta lo si è capito anche all’ultimo secondo, quando dall’ennesimo pallone buttato in area degli ospiti nasce un assist per Drascek, la cui violenta conclusione a non più di 3 metri dalla porta si alza in cielo sfiorando il palo.

Alla prossima Unione, con passione.

Malatesta, vicino al goal in più occasioni

Malatesta, vicino al goal in più occasioni (foto Veronica Badolin)

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3 commenti leave one →
  1. renato ingrao permalink
    6 ottobre 2008 8:29 am

    Gentile Allenatore
    Cose buone nel primo tempo ne abbiamo viste.Sopratutto per merito di Paolo Poggi che con il suo talento e spigliatezza ha galvanizzato la
    squadra.Ma ho notato,e ne sono certo,un fatto.Ad esempio Rebecca:
    disciplinatamente diligente ,ma se questo finisce con non esaltare la sua
    corsa.Serve e non serve.Del resto questo mi è sembrato il difetto
    della squadra,un pò troppo freddi ed imbacchettai.(scusate il dialetto…
    anzi viva il dialetto )In sincerità una cosa che non sopporto nel calcio,è
    vedere un’attitudine prudente e sparagnina,faccio un esempio:nei calci
    d’angolo a favore con tre quattro ,raramente cinque giocatori.
    E dopo ,tutti in area avversaria,dopo aver beccato il gol.Mi permetto
    in oltre di suggerire per Malatesta e Semenzato,nell’allenamento,tanta
    tanta ginnastica,e palleggio,confidenza con il pallone.Le altre cose le
    sanno fare.Ultima cosa Collauto deve trovare una posizione in cui
    possa correre meno e sfruttare il suo passaggio.Ivio questa lettera ma
    gradirei una risposta.Ringraziando,forza venezia.
    Ultimissima osservazione.Il gioco disciplinato ,posizioni,quadratura ,va
    bene ,ma se troppo continuo e sopratutto rigido.Rende la suadra senza
    anima e senza spregiudicatezza.
    Renato Ingrao
    Malatesta

  2. renato ingrao permalink
    6 ottobre 2008 9:13 am

    Non essendo sicuro che la mail che vi ho inviato sia partita,la rifaccio.
    Gentile allenatore Serena
    Cose buone nel primo tempo ne abbiamo viste.Sopratutto per merito di
    Paolo Poggi che con il suo talento e spigliatezza ha galvanizzato la
    squadra.Ma ho notato e ne sono certo,un fatto.Ad esempio Rebecca:
    molto disciplinato nel compito assegnatogli.Questo però ha finito con
    non poter sfruttare pinamente e liberamente,la sua corsa ch’è notevole,
    importante.Il difetto della squadra per me che si notava chiaramente,
    erano troppo freddi ed inbacchettai.In sincerità una cosa che non
    sopporto nel calcio,ingenerale è vedere un’attitudine prudente e sparagnina.Calcio d’angolo,tre quattro al massimo cinque in area.
    Dopodichè magari beccano un gol,ed al prossimo calcio d’angolo tutti
    in area avversaria.
    Malatesta e Semenzato tanta tanta ginnastica particolare e palleggio,
    il resto losanno fare bene.Collauto deve trovare una posizione dove
    possa correre un po meno per sfuttar bene i suoi assist…
    Il gioco ossessionatamente disciplinato la quadratura,…va bene ma può
    pregiudicare l’anima dei giocatori,li ingabbia,una dose di spregiudicatezza
    è a mio parere importante.
    Renasto Ingrao FORZA VENEZIA

  3. magicovenezia permalink*
    6 ottobre 2008 9:36 pm

    Carissimo Renato,
    le tue osservazioni sono interessanti dal punto di vista tattico e calcistico. Purtroppo son questiti così tecnici che solo Serena, al quale tu giustamente ti rivolgevi, potrebbe rispondere.
    Non dimentichiamoci comunque che l’allenatore vede la sua squadra tutti i giorni e che ogni sua scelta avrà sicuramente una logica di fondo. Certo, il tuo “meno tattica, più inventiva” va a prescindere dalle scelte ma, appunto, risulta difficile fornire spiegazioni se non udite dal citato nostro mister Michele Serena.

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