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Venezia – Verona 1-0

11 febbraio 2008
Stadio Pierluigi Penzo, Venezia
10 febbraio 2008, ore 14:30
23esima giornata Serie C1/A
Arbitro: Baratta di Salerno
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Il goal di Drascek e l’esultanza dei giocatori veneziani nelle foto di Veronica Bandolin

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Venezia (4-3-3): Alfonso; Pesoli, Taurino, Brevi O., Scantamburlo; Collauto, Drascek, Brevi E. (75’ Mateos); Antenucci (61’ Pepe), Veronese, Poggi (68’ Gennari).

In panchina: Lotti, Teso, Teoldi, Conean.

All.: Paolo Favaretto

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Verona (4-2-3-1): Rafael; Comazzi, Sibilano, Gonnella, Morabito; Garzon, Corrent; Vigna (79’ Morante), Da Silva (76’ Cissè), Minetti (61’ Stamilla); Altinier.

In panchina: Franzese, Di Bari, Giraldi, Orfei.

All.: Maurizio Sarri

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Note: spettatori 5000 circa. Cielo sereno, temperatura 11°. Ammoniti: Brevi E., Veronese, Gennari (Ve); Comazzi, Stamilla (Vr). Recuperi: pt 1′, st 5′.

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VENEZIA – Dopo tre anni e mezzo il Venezia ospita nuovamente il Verona al Penzo, per la prima volta in una categoria inferiore alla Serie B. E dopo aver espugnato il Bentegodi all’andata, il Venezia si ripete vincendo con il medesimo risultato, 1-0 firmato dall’esordiente Drascek.

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Una bella cornice al Penzo quest’oggi per Venezia-Verona. Come numero di spettatori si è superato la metà delle partite di una giornata di Serie B, questo più per il calo degli spettatori allo stadio più che per l’affluenza odierna a Sant’Elena. Quelle mutilazioni estive che hanno riguardato la Curva Nord arancioneroverde e i distinti tolgono sempre qualcosa ad un colpo d’occhio che, in occasioni come quella di oggi, sicuramente avrebbe il suo gran fascino. Lo stadio, comunque, non era tutto esaurito: il buco più evidente, e non solo oggi, è la zona est della Curva Sud, mai più riempita dopo l’abbandono degli ex gruppi Rude Fans e Nuova Guardia.

Venendo alla partita, dobbiamo dire che l’incontro è stato aspro e fisico e ha lasciato a desiderare per quanto riguarda il bel gioco. Ha lasciato a desiderare per la maggior parte dell’incontro tranne che per qualche fiammata isolata, sempre arancioneroverde. Che sia piaciuta o no, la partita ha portato una grandissima gioia al popolo veneziano. Due vittorie nel doppio confronto coi veronesi in questa stagione, 5° posto agguantato e, perdipiù, ai danni del Padova.

Un Venezia che oggi ha puntato dritto al risultato e lo ha ottenuto. Forse gli arancioneroverdi hanno pensato che non serve dominare il campionato fino a metà per poi cadere in primavera e agguantare i playoff con patemi d’animo (vedi la scorsa stagione) o giocare meglio per tutta la partita e poi pareggiare o perdere (vedi Venezia-Pisa 1-1 e Venezia-Legnano 0-1). Il Venezia oggi ha lasciato il possesso palla al Verona, lo ha contenuto ottimamente in difesa e ha fatto male in attacco, segnado un grandissimo goal con Drago Drascek e collezionando tutte le altre occasioni più pericolose della partita (Antenucci davanti al portiere, rete annullata a Veronese).

Riproponiamo ora in ordine i principali avvenimenti della partita: al 4’ uno stupendo assist di Poggi imbecca Veronese a tu per tu con Rafael, ma l’attaccante arancioneroverde viene anticipato di piede dal portiere gialloblu, mentre il guardialinee aveva alzato la bandierina. Poi il Verona prende in mano la partita: al 10′ lancio di esterno di Comazzi sulla destra, ma Alfonso (altro debuttante) chiude bene in uscita su Altinier. Qualche minuto più tardi lo stesso Altinier prova il tiro da fuori area senza centrare la porta.

Al 14’ arriva il vantaggio del Venezia: Davide “Drago” Drascek vede arrivare una palla alta dalla fascia destra e da quasi 20 metri decide di tirare al volo di destro. Risultato? Tiro a bassa altezza che incoccia il palo alla destra di Rafael e poi si insacca proprio sotto la Curva Sud. Venezia 1, Verona 0.

Il Venezia tiene bene anche dopo il vantaggio, anzi, riesce a concludere in porta a differenza del Verona. Collauto ci prova al 19’ dalla distanza, ma la palla termina a lato. Al 27′ un grandissimo goal di Veronese viene annullato per fuorigioco: il numero 9 arancioneroverde tira di destro a girare dal vertice sinistro dell’area e insacca sul secondo palo proprio vicino all’incrocio; purtroppo, ripetiamo, gli viene fischiato una posizione fuorigioco.

Dopo un cross su punizione di Minetti con Comazzi che manca la deviazione in area per il Verona, gli arancioneroverdi sono nuovamente pericolosi al 38’ con un corner di Poggi che attraversa tutta l’area senza che nessuno intervenga.

Il secondo tempo presenta lo stesso copione del primo, Verona che fa girar palla sterilmente, Venezia pericoloso nei contrattacchi. Un errore difensivo di Gonnella al 9’, favorisce l’inserimento di Antenucci che a tu per tu con Rafael non riesce a segnare facendosi chiudere lo specchio dal portiere brasiliano.

Dal 16′ si iniziano a mischiare le carte in una partita che comunque non cambierà: il Venezia era in vantaggio e in vantaggio resterà. Stamilla prende quindi il posto di Minetti nel Verona, mentre Favaretto inserisce l’attaccante esterno Pepe per Antenucci, autore di una discreta partita.

Al 17’ ancora un’occasione del Venezia, con Veronese che ruba palla a Vigna nei pressi dell’area e calcia di destro, ma Rafael blocca.

Poi al 23′ Poggi lascia il posto a Gennari al 68’e Mateo rileva Ezio Brevi al 30′

La partita continua a trascinarsi a centrocampo e i due ingressi di Cissé e Morante ( mandati in campo da Sarri al posto di Da Silva e Vigna) non fanno altro che prolungare i tempi morti a tutto vantaggio del Venezia. Venezia che comunque si rende ancora pericoloso nel finale con Veronese che calcia di poco sopra la traversa dopo un assist di Pepe. I cinque minuti di recupero non provocano eccessive ansie fortunatamente, e il Venezia esce dal terreno del Penzo con i tre punti.

E in casa arancioneroverde non si può che sorridere, e non solo per aver battuto gli storici rivali dell’Hellas, ma anche per aver vinto con un grandissimo goal, per le buone prestazioni degli ultimi arrivati come lo stesso Drascek e Taurino, per la porta di Alfonso inviolata, per il discreto numero di occasioni pericolose create, per il fatto che il Verona non abbia mai tirato in porta, fatta eccezione per una ciabattata di Vigna.

Motivi per gioire ce ne sono quindi e noi, qui a Venezia, siamo contenti della nostra squadra e guardiamo con fiducia al proseguo del campionato, a partire da Foggia. E’ magico il Venezia che ci emoziona ogni volta che gioca.

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