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Cittadella – Venezia 3-1

13 gennaio 2008

Stadio Tombolato, 13 gennaio 2008 – ore 14:30

Arbitro: Tozzi di Roma, sezione Ostia Lido

Reti: 16′ Antenucci (V), 29′ e 50′ Meggiorini (C), 65′ Coralli

AS Cittadella (4-3-1-2): Pierobon; Turato, Cozza, Gorini, Marchesan; Carteri (74′ Volpe), Iori, Musso; De Gasperi (92′ Campo); Coralli, Meggiorini (85′ Riberto). All.: Foscarini

SSC Venezia (3-4-3): Lotti; Pesoli, Brevi O., Scantamburlo; Teoldi (74′ Rebecca), Collauto, Mateos, Pradolin (70′ Filippini); Poggi (78′ Gennari), Veronese, Antenucci. All.: D’Adderio

Ammoniti: Coralli, Turato, Musso, Riberto (Cittadella); Collauto (Venezia).

Note: spettatori 2.000 circa (rappresentanza veneziana di 700 persone circa); cielo nuvoloso, temperatura 8°. Recuperi: 0′, 5′.

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CITTADELLA – Partita storta per il Venezia allo stadio Tombolato, dove deve soccombere ai padroni di casa, già primi della classe prima dell’incontro e da stasera leader solitari del girone A di C1. I granata dell’Alta padovana giocano meglio dei lagunari e portano a casa i 3 punti in maniera abbastanza tranquilla, rimontando l’iniziale vantaggio del Venezia e chiudendo grossomodo l’incontro con il sigillo del definitivo 3-1 ad opera di Coralli.

Al fischio d’inizio, il campo si presenta in condizioni relativamente buone considerato che sulla cittadina veneta la pioggia non cessava di cadere da circa tre giorni. Comunque, alle 14:30 e per tutto il corso della gara le precipitazioni piovose hanno concesso una pausa a giocatori e tifosi, anche se con lo scorrere dei minuti di gioco si andavano alzando qua e la diverse zolle del terreno del Tombolato.

Dopo l’esperimento prenatalizio, D’Adderio ripropone la difesa a tre ed il tridente, modulo che nel corso della gara rivelerà la sua non completa assimilazione da parte degli interpreti arancioneroverdi. Gli assenti Mattielig ed Ezio Brevi sono sostituiti in mediana da Collauto e Mateos, mentre sull’esterno di destra viene avanzato il giovane terzino Teoldi. Largo a sinistra torna in campo Pradolin, in posizione più arretrata rispetto al suo solito. Per quanto riguarda il Cittadella, Foscarini schiera un 4-4-2 con centrocampo a rombo e l’unica novità è rappresentata dallo spostamento dell’ex Turato sulla fascia destra di difesa. Il Cittadella scende in campo con il caratteristico completo granata, mentre il Venezi indossa la maglia da trasferta bianca bordata di arancio-verde.

Fin dalle battute iniziali di gioco sono i padroni di casa ad avere un predominio territoriale, seppur sterile, tanto che Lotti non viene mai impegnato. Dopo una decina di minuti il possesso palla si fa più equilibrato, ma di conclusioni in porta ancora non se ne vedono. Al 15′ uno squarcio di luce nel cielo plumbeo di Cittadella: verticalizzazione di Collauto verso la zona centro-sinistra d’attacco dove Antenucci controlla, entra in area, salta Cozza e lascia partire un tiro che, in successione, tocca la mano di Pierobon, l’interno del palo e finalmente la rete. Grande esultanza dei giocatori arancioneroverdi per il primo goal dell’attaccante molisano e settore ospiti che in subbuglio. L’entusiasmo è però destinato a calare nel giro di poco tempo.

É da questo momento, infatti, che il Venezia commette il principale errore della gara. Più che discutere le scelte tecniche, delle quali vi è un preparato e soprattutto più competente allenatore ad occuparsene, rileviamo come gli arancioneroverdi abbiano smesso di giocare fin a metà del secondo tempo, quando cioè la partita era saldamente in mano ai cittadellesi.

Seppure il goal fosse nato dal primo tiro in porta della partita da parte dei veneziani, se non altro era stata preceduto da qualche minuto di discreto giro palla che, se proseguito, avrebbe potuto mantenere la partita in una situazione più ideale per gli scopi arancioneroverdi. E così mentre il Cittadella prendeva in mano il gioco e sopravanzava il Venezia atleticamente, calava anche il tifo nel settore ospiti, quasi a premonire il ritorno dei padovani. Attorno al 25′ Lotti è bravo a a parare a terra una conclusione ravvicinata di Coralli su cross basso di Marchesan dalla sinistra, dopo un errato disimpegno di Brevi. Il Cittadella fa possesso palla in zone sempre più vicine alla porta veneziana finché, cinque minuti più tardi Coralli controlla una palla al limite dell’area e la protegge col corpo da Brevi. A questo punto Scantamburlo subentra in raddoppio e allunga la gamba da tergo attanagliando il pallone: per il signor Tozzi è calcio di punizione, seppure per il sottoscritto sussistano dei dubbi sull’esattezza di tale decisione. Sulla palla va Meggiorini, il cui tiro molto forte trapassa la barriera arancioneroverde e, rimbalzando sul terreno viscido, sfugge alla presa di Lotti per poi insaccarsi in porta.

Al pareggio cittadellese non vi è grande reazione da parte del Venezia, tanto che i padovani si rendono pericolosi ancora con Meggiorni che riceve in area un assist involontario di Brevi, il cui tentativo di tiro è pero ottimamente contratto da Scantambrulo. Sul finire della prima frazione Collauto tenta la conclusione dai 25 metri, ma Pierobon para a terra senza troppe difficoltà.

Si va quindi al riposo con una sensazione mista di delusione per il pareggio subito e di ottimismo perchè il risultato parziale non precludeva alcuna speranza di vittoria (o di pareggio, vedendo come sono poi andate le cose).

La ripresa inizia senza alcun cambio di formazione ne dall’una ne dall’altra parte. Per un tifoso veneziano risulta alquanto difficile fare un buon resoconto di questa seconda parte di gioco. La descrizione sarà pertanto ridotta all’essenziale e cioè a quella conclusione di De Gasperi che Brevi fa carambolare sui piedi di Meggiorini, il cui bolide firma la sua personale doppietta e il vantaggio cittadellese, nonché un fallo netto ancora di Brevi in area su Coralli, che si incarica di battere il susseguente calcio di rigore segnando il 3-1 su ribattuta dopo la parata di Lotti. Per il Venezia, nel frattempo, nessun tiro in porta. I cambi di D’Adderio arrivano dopo il terzo gol cittadellese e, per quanto riguarda Pradolin e Rebecca (subentrati rispettivamente a Pradolin e Teoldi), contribuiscono positivamente al continuo quanto sterile attacco finale dei veneziani. Non si può dire lo stesso per Gennari, che rileva Poggi a poco più di dieci minuti dal novantesimo, ma praticamente non vede palla. Conclusioni in porta per il Venezia non ve ne sono, da citare, a 7 minuti dal novantesimo, l’inserimento in area di Veronese verso una palla alta e conseguente atterramento dello stesso giocatore arancioneroverde da parte del portiere Pierobon. Il calcio di rigore è calciato da capitan Collauto, il cui tiro viene parato da Pierobon.

 

Il bilancio dopo la partita:

  • RISULTATO: NEGATIVO (sconfitta per 1-3);
  • CLASSIFICA: LEGGERMENTE NEGATIVO (nonostante la sconfitta non perdiamo posizioni ed il quinto posto è all’esigua distanza di due punti, con 14 gare ancora da giocare);
  • ASPETTI POSITIVI: la vivacità di Filippini, giovane che presenza dopo presenza potrebbe ritagliarsi un posto nella squadra nonchè trasmettere nuova linfa ai compagni.
  • AUSPICI: che non si ripeta la contestazione di una parte della tifoseria vista oggi al Tombolato: i fischi e gli inviti a cambiare mestiere non servono proprio a nessuno. Il Venezia non si discute, si ama.

 

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