L’Unione non morirà mai

2009 Luglio 6
by magicovenezia

L’Unione non morirà mai. Il Venezia calcio non scomparirà mai. Tra le mille incertezze che regnano negli ultimi giorni relativamente al futuro della società arancioneroverde e della sua possibile non iscrizione al prossimo campionato di Prima Divisione, la certezza è che l’esistenza di questa squadra comunque continuerà. La terza categoria del calcio professionistico in Italia è quella che, nella stagione appena conclusa, il Venezia ha meritato sul campo e sarebbe legittimo per noi tifosi vederla giocare sugli stessi scenari anche nel campionato venturo. Ma il professionismo implica una solida amministrazione alle spalle, un’amministrazione che più che formare una squadra e una scuola di calcio, deve gestire una società con tanto di bilanci, proprio come un’azienda. E questa disponibilità finanziaria non sempre c’è; e a Venezia non si capisce se l’anno venturo ci sarà. Ma l’Unione, il Venezia o il Veneziamestre che dir si voglia, è comunque l’espressione (o una delle espressioni) calcistiche della città e non solo, e non saranno mica dei bottoncini (alias schei) a far si che questa esista o meno. Per chi lo assapora nella sua genuinità e bellezza d’esistere, il calcio non è soldi. Tanti bottoncini sono spesso sinonimi di una categoria superiore, così come pochi bottoncini implicano una divisione locale e scenari di gioco che da stadi delle principali città italiani mutano in campi sportivi della provincia o della regione. Ma stare in basso non è un disonore, non seguire la squadra perché sta in categorie di basso rilievo significa non tifarla. Se il Venezia non sarà iscritto alla Prima Divisione, ripartirà dall’Eccellenza, dalla Promozione o magari dalla Prima Categoria, e a quelle categorie il pubblico veneziano dovrà abituarsi. Il dilettantismo, dovesse arrivare, è per i tifosi l’occasione storica per acquistare l’Unione e non permettere più che imprenditori malandrini usurpino e denigrino la nostra storia e passione sportiva. Se dopo l’11 luglio il Venezia non dovesse più esserci nella vecchia Serie C, ben venga una rinascita dell’Unione dal basso, su iniziativa dei tifosi, della gente comune sostenitrice dei colori arancioneroverdi: l’invito è ad unirsi attorno qualsivoglia azione popolare di rifondazione della squadra, per mantenere in possesso dei tifosi titoli e storia sportivi, continuando così a portali in giro tutte le domeniche per i terreni di gioco, pur se questi fossero campi di Terza Categoria.

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